Sembra che la voce del Presidente Pulpan con la sua Cittadinanza Sportiva finalmente abbia fatto breccia: il Parlamento della Repubblica Italiana muove i primi passi per cancellare le discriminazioni contro i giovani atleti stranieri per il tesseramento nelle società sportive. Anche Josefa Idem la pensa allo stesso modo ed esordisce con l’asserire che questo è: “Un passo avanti per democrazia e inclusione”. Cittadinanza sportiva, Sì definitivo. I figli degli immigrati in Italia uguali ai figli dei cittadini italiani.
Passato come una sorta di “ius soli sportivo” non è certo la riforma della cittadinanza attesa da un milione di figli degli immigrati in Italia, tantomeno non è nemmeno il vero intento di Cittadinanza Sportiva, è però comunque un piccolo passo per dire che i bambini sono tutti uguali, cominciando dalle iniziative sportive, dai campi di calcio e dalle piste di atletica.
Oggi il Senato ha approvato definitivamente con i voti di varie rappresentanze politiche, Lega Nord esclusa, le “Disposizioni per favorire l‘integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva”. Una legge voluta da Cittadinanza Sportiva che pone fine a una discriminazione contro tanti giovani atleti che legalmente non sono italiani, anche se crescono nel nostro Paese.
Finora, molti di questi ragazzi non potevano accedere alle attività agonistiche, perché gli Statuti di diverse Federazioni Sportive sotto le Direttive del Coni obbligano per il tesseramento la cittadinanza italiana. Questa limitazione non solo ha bloccato la carriera di giovani talenti, con una perdita per il nostro sport, ma ha impedito anche che lo sport diventasse a pieno uno strumento di integrazione, con una perdita per tutta l’Italia.
La legge Cittadinanza Sportiva approvata oggi cambia le regole, con un solo articolo. Dice che “i minori di anni diciotto che non sono cittadini italiani e che risultano regolarmente residenti nel territorio italiano almeno dal compimento del decimo anno di età possono essere tesserati presso società sportive appartenenti alle federazioni nazionali o alle discipline associate o presso associazioni ed enti di promozione sportiva con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani”.
Si salvano anche i ragazzi diventati maggiorenni, purché abbiano chiesto di diventare italiani. “Il tesseramento, recita infatti il testo: resta valido, dopo il compimento del diciottesimo anno di età, fino al completamento delle procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei soggetti che, ricorrendo i presupposti di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, hanno presentato tale richiesta”.
A presentare un altro provvedimento legato allo Sport in Aula è stata la relatrice Josefa Idem, Senatrice del Pd e pluricampionessa olimpionica: “il DDL sui mandati del Coni e delle Federazioni Sportive”, l’obiettivo è quello di evitare, ad ogni livello, la permanenza in carica oltre termini certi degli organi dirigenti, tramite una disciplina uniforme e chiara sia per le strutture nazionali che per quelle territoriali degli enti e delle organizzazioni che gestiscono lo sport in Italia. Serviva assolutamente far chiarezza a tal riguardo.
“Pur trattandosi di due disposizioni molto semplici, ha spiegato, con l’approvazione definitiva di questo provvedimento e l’introduzione del cosiddetto jus soli sportivo, la legislazione del nostro Stato potrà compiere un concreto passo in avanti adeguando l’ordinamento a principi democratici ed inclusivi”.
Il Tesseramento dei minori stranieri residenti in Italia e il Limite di due mandati degli organi del Coni e delle Federazioni Sportive: finalmente oggi, in Commissione Istruzione, conclude l’esame di due provvedimenti molto importanti per il mondo dello sport. Lo ius soli sportivo ha un valore altissimo, perché permetterà ai ragazzi stranieri che hanno meno di 18 anni e che sono residenti nel nostro Paese almeno dal compimento del decimo anno di età, spiega Idem, di poter essere tesserati presso le società sportive o presso associazioni ed enti di promozione sportiva con le stesse procedure che sono previste per il tesseramento dei cittadini italiani. É una misura che punta a favorire l’integrazione sociale, valore fondamentale nel mondo dello sport e nella nostra società però attivata solo grazie a Cittadinanza Sportiva.
Ora, conclude Idem, posso solamente auspicare una rapida calendarizzazione di entrambi i progetti di legge e la loro celere approvazione.
La Lega Nord ha votato contro la nuova legge, “orgogliosamente contro”, ha ribadito il capogruppo Gian Marco Centinaio, sostenendo che sarebbe un primo passo verso la riforma della cittadinanza, tanto aborrita dal Partito di Salvini, infatti, le camicie verdi hanno presentato anche un emendamento, bocciato dall’Aula, che avrebbe inserito un tetto massimo del 30% al tesseramento di giovani stranieri in ogni società sportiva.
Fonte: stranieriinitalia - Pasca Elvio
14 gennaio 2016
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