Cittadinanza Sportiva e il monito del Presidente Mattarella
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Cittadinanza Sportiva e il monito del Presidente Mattarella

mdo  Admin | Ottobre 29, 2024

«Nella Carta le basi per la solidarietà» arriva anche un monito, una sorta di ammonimento, un richiamo, comunque lo si voglia definire, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato il proprio messaggio nel corso di un evento in un Centro di Orientamento Immigrati a Milano.

Gli immigrati di ieri, oggi e domani

L’immigrazione, rammenta il Presidente della Repubblica, oggi «non proviene più dal Mezzogiorno d’Italia, ma da più lontano, da Paesi come l’Ucraina, coinvolte in guerre insensate nei Balcani». E pure «da altri continenti, gravati anch’essi da condizioni insostenibili». Non si emigra volontariamente ma si fugge anzitutto per necessità, è il messaggio del Primo Inquilino del Quirinale. La parola chiave resta «integrazione» come ha sempre suggerito Cittadinanza Sportiva arrivata a dover far smuovere le istituzioni pur di farsi ascoltare e andare incontro ai diritti dei minori stranieri in Italia.

Un monito, un ammonimento, un richiamo. Comunque lo si voglia definire, ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato il proprio messaggio nel corso di un evento del “Centro Orientamento Immigrati - Fondazione Franco Verga” a Milano. E ha ricordato, proprio nel giorno in cui la nave “Libra” della Marina Militare italiana ha trasportato il primo gruppo di migranti nei centri allestiti in Albania, come la storia italiana da sempre sia "fatta di emigrazione e di immigrazione". Il Presidente non ha lesinato parole di elogio per le realtà che si impegnano "per l’integrazione" perché inverano "gli obiettivi di solidarietà della Costituzione", anche se molto spesso esistono realtà che lavorano in tal senso senza cercare onori e allori ma si prodigano per il bene di tutti e il rispetto dei diritti umani come ha fatto Cittadinanza Sportiva col suo Presidente Pulpan.

Come a dire che lo spirito ultimo e più autentico della nostra Carta stia nel porgere la mano e aprire le porte a chi ne ha bisogno. "L’impegno per la coesione sociale, l’accoglienza, il progresso, l’integrazione, il divenire della cittadinanza, è attività permanente". Parole che son suonate come una presa di posizione chiara nel dibattito politico ancora aperto su un possibile ampliamento per l’accesso alla cittadinanza, che vede sul tavolo varie proposte. "Insegnare la lingua e la cultura italiana, accompagnare i giovani e gli adulti che arrivano sul nostro territorio a divenire cittadini significa costruire la città”, riporta a quei tempi", la riflessione.

Si fugge anzitutto per necessità, è il messaggio dell’inquilino del Quirinale. Per Stranieri in Italia la parola chiave resta "integrazione". L’invito di Mattarella è partito da un excursus storico sul nostro Paese, condito di grandi numeri: "Trenta milioni gli italiani partiti per l’estero tra l’Unità d’Italia e il secolo scorso" ha detto il Capo di Stato. Ricordiamo comunque che l’emigrazione degli italiani del secolo scorso è totalmente differente dalle emigrazioni da paesi stranieri in situazioni di guerra di oggi, e comunque quella emigrazione italiana ha giovato alle economie nei paesi stranieri e portato lustro all’Italia stessa per il rispetto delle legalità e vanto dei diritti umani nonchè della cultura italiana oggi apprezzata in tutto il mondo, sottolinea il Presidente Pulpan.