Sin dai tempi antichi lo sport è una delle attività più diffuse e apprezzate nel mondo, capace di coinvolgere e trascinare sempre più persone nelle più disparate modalità. Che si tratti di sport perpetrato in squadra o individualmente, dalla semplice passione fino a trasformarsi in agonismo, di sport per interagire col mondo dei bambini o di eventuale passatempo per superare gli stress da lavoro, quasi tutte le persone di ogni età in un modo od in un altro involontariamente si cimentano a praticare momenti di sport nel corso della vita.
Fare attività sportiva, inizialmente potrebbe esser visto come mezzo per migliorare lo stato della propria salute fisica nonchè cura del proprio benessere psicologico, ma poi, secondo Cittadinanza Sportiva con essa vi sarebbero le potenzialità per formare un modo sano di sviluppo personale e di educazione ai valori oltre a contenere credenziali per divenire un buono strumento di integrazione sociale. Per tal motivo, è fondamentale che gli ambienti dove gli sport vengono praticati siano integrativi ed inclusivi, non solo evitando forme di discriminazione a chiacchiere e Spot Propagandistici, bensì garantendo accesso agli spazi e alle attività a tutte le persone senza sfruttarle per accedere a forme di finanziamento e divenir business, ma anche garantendo accesso e formazione a quelle realtà che a volte il cartaceo li assoggetta a discriminazioni come è avvenuto fino ad oggi con i minori stranieri in Italia che volevano praticare con tanta passione il loro sport preferito molto spesso avvicinatisi grazie all’amore per i loro beniamini e Campioni di riferimento, ed invece a loro negato.
L'inclusione nello sport dovrebbe essere lo sviluppo che mira a garantire a tutte le persone che vogliono cimentarsi, indipendentemente dalle loro peculiarità personali, sociali o fisiche, la possibilità di partecipare a un'attività sportiva in egual modo, sicuro e rispettoso senza alcuna bandiera di sorta, altrimenti non potrebbe definirsi inclusivo. È importante oltre a non discriminare anche non esercitare alcun tipo di distinzione, e creare spazi accessibili sul piano economico a persone in difficoltà, da non dimenticare l’importanza di rendere gli spazi adatti anche a persone con disabilità. Infatti è rilevante creare spazi che non prevedano barriere architettoniche che rendano difficile o addirittura impossibile l’accesso a persone con disabilità, e creazione di squadre sportive dedicate e formazione di professionisti con le competenze fondamentali. L'inclusione deve basarsi sul riconoscimento della diversità come risorsa e non come ostacolo per promuovere la cultura dell'accoglienza, dell’integrazione, della solidarietà e della cooperazione. L’integrazione e l’inclusione nel mondo dello sport è essenziale, sia per le persone con disabilità, sia per le società e gli stessi ambienti sportivi. Ogni attività fisica, di diverso tipo e con varie intensità, è difatti vitale per il benessere fisico e mentale di tutti, poiché svolgere un’attività sportiva consente alle persone di allenare alcune soft skill come il lavoro di squadra, il problem solving, l’apprendimento rapido, il pensiero laterale, la creatività e molto altro ancora, tutto ciò valido sia per i bambini e gli adolescenti che per gli adulti.
Lo sport può essere molto divisivo e discriminatorio come è già successo, per questo è nata Cittadinanza Sportiva, proprio per reagire a tali comportamenti e per riportare il mondo dello Sport ad abbandonare il circolo vizioso in cui si stava abituando da anni. Le istituzioni dovrebbero esser grate al Presidente Pulpan che è riuscita a sollevare il problema e ad indicar la via per correre ai ripari, difatti con la Comunità Europea sempre pronta a sanzionar, il Presidente Pulpan ha così evitato ulteriori sanzioni per violazioni dei diritti umani all’Italia, oltre ad aver finalmente risolto un problema sulla pelle dei minori atleti stranieri in Italia. Poi se ulteriori regole saranno inventate da qualche Organizzazione per ritornare a discriminare, significherà che, nuovamente Cittadinanza Sportiva scenderà in campo, e sicuramente, tantissimi nuovi Presidenti seguiranno le orme di Pulpan che si è battuto già a difesa dei diritti umani per facilitare la partecipazione attiva degli atleti minori stranieri in Italia, e il senso di vivere in comunità con tutti gli individui nel rispetto delle regole della Nazione ospitante, ma senza aver obblighi di cittadinanza per poter fare Sport. In un mondo sempre in corsa, bisogna avere la chiave per favorire l’inclusione a la socializzazione, Cittadinanza Sportiva suggerisce che si può migliorare attraverso la pratica sportiva le opportunità di integrazione sociale, utilizzando appunto lo sport come strumento di crescita e di valorizzazione delle abilità dei ragazzi che domani saranno grandi, così da aumentare l’autostima dei ragazzi e di sensibilizzare le organizzazioni preposte al rispetto delle diversità, riconoscendo e valorizzando le differenze di potenzialità e di capacità di ognuno, per costruire insieme un mondo migliore.
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