Svolta Storica lo Sport è in Costituzione
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Svolta Storica lo Sport è in Costituzione

mdo  Admin | Ottobre 6, 2024

Costituzione della Repubblica italiana

Principi fondamentali

PARTE I

Diritti e doveri dei cittadini

Titolo II

Rapporti etico-sociali

Art. 33

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme (1).

(1) Comma aggiunto dall'Art. 1, comma 1, L. Cost. 26 settembre 2023, n. 1.

Questo è il testo che il 20 settembre 2023 è stato incluso nella Costituzione ed ha segnato un’epoca allo sport italiano.

Effetti e prospettive

Il 20 settembre 2023 sarà ricordato come una data epocale nella storia dello sport italiano. In quella giornata, la Camera dei deputati ha adottato all’unanimità una modifica costituzionale, inserendo lo sport nella Costituzione italiana. Questo importante passo sottolinea il riconoscimento del valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme.

Riconoscimento di un Valore Profondo

Il cuore di questa modifica costituzionale è espresso nel nuovo comma aggiunto all’articolo 33 della Costituzione italiana. Esso sottolinea che “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. Questo riconoscimento rappresenta molto più di una mera dichiarazione formale. Esso simboleggia il profondo impegno del nostro paese nei confronti dello sport come strumento di crescita individuale e collettiva.

Lo sport, da sempre considerato un elemento fondamentale nel tessuto sociale italiano, trova ora un posto d’Onore all’interno dei Principi Fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana. Questo significa che lo sport non è più visto come un semplice hobby e passatempo, ma come un elemento chiave nella formazione dei cittadini e nella costruzione di una società più sana e coesa. Si riconosce che l’attività sportiva non riguarda solo gli atleti di élite, ma di chiunque desideri praticarla, indipendentemente dall’età o capacità.

Prospettive per il Futuro dello Sport

L’inclusione dello sport nella Costituzione è solo l’inizio di un percorso più ampio. Mentre il riconoscimento del valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva è un passo significativo, ora è necessario tradurre questo riconoscimento in azioni concrete. Questo richiederà un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle organizzazioni sportive e della società civile.

Un aspetto cruciale sarà l’accessibilità allo sport. Il riconoscimento costituzionale implica la necessità di garantire che lo sport sia accessibile a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalle loro circostanze economiche o geografiche. Ciò potrebbe tradursi in politiche pubbliche mirate a promuovere la pratica sportiva nelle scuole, nelle periferie urbane e sociali nonchè tra le persone con disabilità.

Inoltre, sarà importante creare un quadro giuridico che supporti lo sviluppo dello sport in tutte le sue forme, dallo sport di base a quello di alto livello. Questo potrebbe includere incentivi fiscali per gli investimenti nello sport, la promozione di infrastrutture sportive e l’adozione di leggi per la tutela dei diritti degli atleti ma ciò non deve prevaricare sugli interessi economici altrimenti andrebbe a danno dei cittadini.

Il servizio studi della Camera ha evidenziato che attualmente la promozione dello sport è garantita nelle Costituzioni di altre nove Nazioni dell’Unione Europea, tra cui Bulgaria, Croazia, Grecia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna ed Ungheria.

Conclusioni

È inutile ribadire il concetto di “datemi una leva e vi solleverò il mondo”, ma effettivamente se il Presidente Pulpan nel trovare il modo di aiutare i bambini non avesse iniziato Cittadinanza Sportiva agli inizi degli anni 2000 per indurre le istituzioni a trovare soluzioni, tutto ciò oggi non sarebbe avvenuto. Adesso, da settembre 2023 anche il riconoscimento dello sport nella Costituzione italiana è un ulteriore passo storico che sottolinea l’importanza dello sport nella società. È un impegno per gli addetti ai lavori affinchè si promuova il benessere psicofisico, l’educazione, il senso di civiltà e l’integrazione sociale attraverso le attività sportive. Nulla deve far prevaricare l’interesse economico per prevalere sulla nobiltà dello sportivo, ora è fondamentale trasformare questo riconoscimento in azioni concrete che garantiscano l’accesso allo sport per tutti i cittadini. Il futuro dello sport in Italia sta diventando sempre più luminoso, bisogna afferrare al volo queste opportunità per creare una società più sana, inclusiva ed unita.

Il Senatore Antonio Iannone, quale primo promotore dell’iniziativa legislativa, ha dichiarato in una intervista a Il Mattino: “Cambia tanto. Essere riconosciuto nella carta costituzionale significa diventare portatore di diritti soggettivi. Lo sport non è più figlio di un dio minore. Gli enti, il Governo, le Regioni sono tenute ad investire nello sport. Prima era una libera volontà, adesso l’attività sportiva dovrà essere declinata e sostenuta”.

In una lettera a Il Corriere della Sera il Ministro per lo Sport e i Giovani, l’On. Andrea Abodi ha scritto: “Il percorso sarà lungo, ma solo costruendo un «modello Italia», ispirato da una visione, organica e sistemica, saremo in grado di dare piena attuazione alla presenza dello Sport in Costituzione, perché non si esaurisca nella enunciazione dei principi, ma viva e si sviluppi, nobilitandosi, attraverso il miglioramento dell’offerta di opportunità, diffusa, diversificata, aperta e accessibile, che può essere perseguita solo con una sistematica e generosa collaborazione tra le istituzioni pubbliche, a livello nazionale e territoriale, e il mondo dello sport, in tutte le sue articolazioni, con obiettivi comuni e condivisi. Questo è il cuore della «sfida» alla quale siamo chiamati, da oggi con rinnovato impegno, dall’articolo 33 della nostra Costituzione”.

Ad esprimere soddisfazione per questo traguardo è intervenuta anche l’On.le Giorgia Meloni, che in qualità di Presidente del Consiglio ha dichiarato: “L’approvazione all’unanimità in via definitiva in Parlamento della riforma costituzionale per l’introduzione dello sport in Costituzione rappresenta una pagina storica per la Nazione. Riconoscere nella nostra Carta fondamentale il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme è una vera e propria rivoluzione culturale. È una vittoria dello sport in ogni sua declinazione – non solo agonistica ma anche dilettantistica, amatoriale, di base e di prossimità -, è un segno di attenzione nei confronti di tutti i cittadini che praticano attività sportiva ed è il riconoscimento di tutti gli operatori e i lavoratori del mondo dello sport, un segmento significativo della nostra economia per troppo tempo dimenticato. Il Governo farà la sua parte per dare concreta attuazione a questa nuova norma costituzionale”.

Un famoso verso latino recita: “mens sana in corpore sano”. Dopo centinaia di anni, questo verso è più che attuale, perché lo sport non riguarda solamente le competizioni olimpiche o le manifestazioni di grande attrazione, ma rappresenta un efficace strumento con il quale diffondere e insegnare (o imparare) i valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole, che sono i principi fondanti di ogni società sana. Tutti principi immediatamente trasferibili in altri contesti di vita, che rendono di conseguenza lo sport un importante motore di inclusione, socialità ed uguaglianza.

L’approvazione della modifica dell’articolo 33 è un successo per i cittadini e per le istituzioni (lo prova d’altronde il voto unanime avvvenuto in Parlamento), ed è un successo che va oltre ogni ideologia ed ogni schieramento politico perché contribuisce a creare una società più sana, giusta e inclusiva.     

Oggi, finalmente, si può iniziare a dire: “lo sport è uguale per tutti”.

Fonte: Governo Italiano

20 settembre 2023