Eletto il 31 gennaio 2015, con 665 voti, poco meno di due terzi dell'assemblea elettiva, prestando giuramento e insediandosi al Quirinale il successivo 3 febbraio, questa una parte del Suo discorso:
“L’impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze”.
“Sussiste oggi l’esigenza di confermare il patto costituzionale che mantiene unito il Paese e che riconosce a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza”.
“L’urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte”.
“Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente”.
“Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito”.
“Penso alle imprese, piccole medie e grandi che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sui mercati internazionali”.
“Penso alla Pubblica Amministrazione che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni”.
“Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana”.
“Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza”.
“Perché questa speranza non rimanga un’evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società”.
Ultime News
Tag
menu